A ovest di Cortina la strada delle Dolomiti sale a tornanti verso il Passo Falzarego. A metà strada, sopra il bosco, compaiono le Cinque Torri: blocchi di roccia chiara piantati su un altopiano d'erba, come pezzi di una scacchiera dimenticati da qualcuno. Viene voglia di accostare. È uno dei luoghi più fotografati delle Dolomiti d'Ampezzo e si visita senza essere alpinisti. Con un minimo di organizzazione, in una giornata si mettono insieme le torri, le trincee della Grande Guerra e una funivia che vi porta oltre i 2.700 metri.
Le Cinque Torri, la palestra degli Scoiattoli
Sono speroni di dolomia che fanno parte del gruppo del Nuvolau. La più alta è la Torre Grande, 2.361 metri, divisa a sua volta in tre cime; poi vengono la Torre Seconda, la Torre Latina, la Torre Quarta e la Torre Inglese. Per chi arrampica a Cortina sono da sempre la palestra di casa, quella dove si allenavano gli Scoiattoli, il gruppo di rocciatori ampezzani. Le vie vanno dalle più semplici alle molto difficili, e camminando sotto le pareti capita spesso di vedere cordate appese alla roccia. Nel giugno del 2004 una delle torri minori è crollata. I suoi blocchi sono ancora lì, coricati sul fianco.
Come si sale
La via più comoda è la seggiovia che parte da Bai de Dones, lungo la strada per il Falzarego, dove c'è un ampio parcheggio. In pochi minuti vi lascia al rifugio Scoiattoli, a 2.255 metri, proprio davanti alle torri; poco più in basso, a 2.137 metri, c'è il rifugio Cinque Torri. Da lì il giro attorno alle torri è breve e senza difficoltà, su sentieri larghi tra prati e massi, e si fa con calma in un'ora o poco più (di più se vi fermate a leggere ogni pannello). Chi ha voglia di camminare può salire a piedi dal parcheggio per sentiero e tenere la seggiovia per la discesa.
Il museo all'aperto della Grande Guerra
Tra il 1915 e il 1917 da queste parti passava il fronte tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico. Intorno alle Cinque Torri sono state recuperate trincee, camminamenti, postazioni e baracche costruite dagli italiani, e oggi formano un museo all'aperto che si visita liberamente seguendo i pannelli. Camminare in quei corridoi scavati tra le rocce, con la Torre Grande sopra la testa, mette addosso una certa soggezione; per i ragazzi è una lezione di storia che difficilmente dimenticano. Il museo fa parte di un sistema più ampio, con il Lagazuoi, il Sass de Stria e il Forte Tre Sassi, di cui parliamo nell'articolo dedicato alla Grande Guerra sulle Dolomiti d'Ampezzo.
Passo Falzarego e il «falso re»
Ripresa l'auto, si sale fino al passo, oltre i 2.100 metri, stretto tra il Lagazuoi e il Sass de Stria. Sul nome circola una leggenda ladina: Falzarego verrebbe da «falso re», il sovrano del regno dei Fanes che tradì il suo popolo e fu trasformato in pietra. I linguisti la considerano un'etimologia popolare e pensano piuttosto a fóuze, che in ampezzano significa «falce». A noi la versione del re piace di più, lo ammettiamo.
Dal passo parte la funivia che sale al Piccolo Lagazuoi, dove si trova il rifugio Lagazuoi, a 2.752 metri. Dalla terrazza il panorama è larghissimo: la Marmolada, il Pelmo, l'Antelao, le Tofane quasi di fronte. Il Lagazuoi è anche la montagna delle gallerie di guerra. Tra il 1915 e il 1917 italiani e austriaci scavarono tunnel dentro la roccia per far saltare con le mine le posizioni nemiche; oggi quelle gallerie sono restaurate e si possono percorrere. Un'escursione classica è salire in funivia e tornare al passo a piedi, scendendo proprio attraverso le gallerie.
Come organizzare la giornata
Il nostro ordine preferito: partenza presto da Cortina, seggiovia alle Cinque Torri con l'aria ancora fresca, giro delle torri e delle trincee in mattinata, pranzo in uno dei rifugi della zona. Nel pomeriggio si prosegue fino al passo e, se il cielo tiene, si sale al Lagazuoi. Se invece arrivano nuvoloni scuri, lasciate perdere: d'estate i temporali in quota si formano in fretta e la cima resta lì per un altro giorno. Seggiovia e funivia hanno aperture stagionali che cambiano ogni anno, quindi controllate i siti dei gestori prima di partire. D'inverno la stessa zona diventa il comprensorio sciistico Cinque Torri-Lagazuoi. Per uscire presto la mattina, il posto auto coperto del nostro appartamento è una comodità che si apprezza: niente brina da grattare dal parabrezza nelle mattine di fine estate.
Partire presto per il Falzarego
Cortina Beautiful Apartment è in Località Cianderies, a 5 minuti a piedi dal centro e a 10 dalla funivia del Faloria, con posto auto coperto privato per uscire all'alba verso le Cinque Torri. La sera, rientrati, vi aspetta la vista sulle Tofane.