Fino alla Prima guerra mondiale Cortina d'Ampezzo non era Italia. La valle apparteneva al Tirolo asburgico dall'inizio del Cinquecento, e la sua gente parlava ladino ampezzano, come molti fanno ancora oggi. Quando il 24 maggio 1915 l'Italia entrò in guerra contro l'Austria-Ungheria, la conca si trovò esattamente sulla linea del fronte. Ne seguirono due anni e mezzo di guerra tra rocce e ghiaccio, che hanno lasciato segni visibili da quasi ogni sentiero.
Maggio 1915: Cortina cambia bandiera senza sparare
Gli austriaci scelsero di non difendere il paese. Si ritirarono su posizioni più facili da tenere, tra il Lagazuoi, il Sass de Stria e le Tofane. Il 29 maggio 1915 le truppe italiane, salite da San Vito e scese dal Passo Tre Croci, entrarono a Cortina senza combattere. Da quel momento il fronte si fermò sulle cime. Soldati di entrambe le parti passarono due inverni in baracche appese alle pareti, con le valanghe e il freddo come nemici in più.
Lagazuoi: la guerra dentro la montagna
Sul Piccolo Lagazuoi la situazione era quasi assurda. Gli austriaci tenevano la cima; nell'ottobre del 1915 le truppe italiane guidate da Ettore Martini occuparono una cengia a metà parete, che da lui prese il nome. Nessuno dei due poteva cacciare l'altro con un assalto, e allora si cominciò a scavare. Gli austriaci fecero brillare diverse mine per far crollare la Cengia Martini; gli italiani risposero con una galleria lunga più di un chilometro, scavata nella roccia fin sotto l'anticima austriaca e riempita con oltre trenta tonnellate di esplosivo. La mina saltò il 20 giugno 1917, e i detriti si vedono ancora sulla parete.
Quella galleria oggi si percorre. Di solito si sale con la funivia dal Passo Falzarego e si scende a piedi dentro la montagna, con casco, guanti e lampada frontale, tra gradini umidi, feritoie aperte sul vuoto e ricoveri scavati nella roccia. Non serve essere alpinisti; servono passo sicuro e nessuna paura del buio.
Cinque Torri e Forte Tre Sassi
Di fronte, sulle Cinque Torri, gli italiani avevano piazzato artiglierie e comandi fin dai primi giorni di giugno del 1915. Le trincee sono state ricostruite con cura e formano, insieme alle postazioni del Lagazuoi e del Sass de Stria, un grande museo all'aperto. Un sentiero facile passa tra camminamenti, postazioni e baracche, con le torri di roccia sopra la testa; ci si arriva in seggiovia oppure a piedi.
Poco oltre il Falzarego, al Passo Valparola, c'è il Forte Tre Sassi. Gli austriaci lo avevano costruito alla fine dell'Ottocento per sbarrare la strada verso la Val Badia. Nei primi giorni di guerra fu centrato dai cannoni italiani delle Cinque Torri e abbandonato. Oggi è restaurato, appartiene alle Regole d'Ampezzo e ospita un museo con divise, armi e oggetti della vita in trincea raccolti in decenni di ricerche.
Tofane, Castelletto e il sacrario di Pocol
Anche sulle Tofane si combatté a colpi di mine. Il Castelletto, uno sperone di roccia tenuto dagli austriaci ai piedi della Tofana di Rozes, fu fatto saltare dagli italiani l'11 luglio 1916 con circa 35 tonnellate di esplosivo, dopo mesi di scavo. Sulle stesse pendici era caduto, il 20 luglio 1915, il generale Antonio Cantore, colpito durante una ricognizione.
Cantore è sepolto nel sacrario militare di Pocol, sulla strada che da Cortina sale verso il Falzarego e il Giau. La torre, costruita nel 1935 e alta 48 metri, custodisce i resti di 9.707 soldati italiani, più di quattromila dei quali senza nome, e di 37 soldati austro-ungarici. Si arriva in pochi minuti d'auto dal paese. Il silenzio del posto fa parte della visita.
Dopo la rotta di Caporetto, nell'autunno del 1917, gli italiani lasciarono le Dolomiti e Cortina tornò austriaca per un anno; solo con il trattato di Saint-Germain del 1919 passò all'Italia. Dall'appartamento, a cinque minuti a piedi dal centro, Pocol e il Falzarego sono a meno di mezz'ora d'auto: abbastanza vicini per dedicare alla Grande Guerra una giornata intera e rientrare in paese prima di cena.
Una base in paese per le giornate della Grande Guerra
Dopo una giornata tra le gallerie del Lagazuoi e le trincee delle Cinque Torri, tornate in un appartamento a cinque minuti a piedi dal centro, con vista sulle Tofane e posto auto coperto privato.