A metà estate, sui tornanti intorno a Cortina, capita di sentire un rumore che non appartiene a questo secolo. Un motore aspirato che sale di giri, una carrozzeria rossa che esce da una curva, un numero dipinto sulla portiera. Poi un'altra, e un'altra ancora. È la Coppa d'Oro delle Dolomiti, che da quasi ottant'anni lega il nome di Cortina alle automobili, e che oggi porta sui passi alcune delle auto storiche più belle che si possano vedere in Italia.
Dal 1947, quando sui passi si correva davvero
La prima edizione si corse nel 1947, in un'Italia che usciva dalla guerra e aveva voglia di velocità. Era una corsa vera, di velocità pura, sulle strade dei passi dolomitici, e andò avanti per dieci edizioni, fino al 1956. Al via c'erano le auto che hanno fatto la storia dell'automobilismo italiano, Alfa Romeo, Ferrari e Maserati, guidate da piloti professionisti e da gentiluomini appassionati con il casco e gli occhialoni. Erano gli anni in cui la stessa Cortina si preparava alle Olimpiadi invernali del 1956. Poi la corsa si fermò.
Molti anni dopo la Coppa è tornata, con un'altra forma. Non più velocità, ma regolarità: un modo di correre che si adatta meglio ad auto con settant'anni di carrozzeria e a strade frequentate da escursionisti e ciclisti.
Che cos'è una gara di regolarità
Chi la vede per la prima volta fatica a capire chi stia vincendo, ed è normale. Nella regolarità non conta arrivare primi: conta percorrere ogni tratto cronometrato nel tempo esatto stabilito dall'organizzazione, né un attimo prima né un attimo dopo. I tempi si misurano al centesimo di secondo e ogni scarto si paga in penalità. Lungo il percorso le prove sono decine, alcune brevissime, e accanto a queste ci sono tratti in cui bisogna tenere una velocità media imposta. In macchina lavorano in due. Chi guida ascolta, chi siede accanto tiene in mano cronometri e tabelle e conta ad alta voce. Vince l'equipaggio che accumula meno penalità.
Negli ultimi anni alla gara si è aggiunto un concorso d'eleganza, con una giuria che valuta le vetture e premi consegnati nella cerimonia finale.
Le auto e il percorso
La gara principale è riservata alle auto costruite fino al 1971. Nelle edizioni recenti accanto corrono categorie dedicate a vetture più giovani, comprese granturismo moderne, ma per gli appassionati il centro di tutto restano le auto d'epoca, con le cromature lucidate e i sedili in pelle consumata. Il percorso cambia ogni anno, parte e arriva a Cortina e si sviluppa su più giorni, per alcune centinaia di chilometri, attraverso molti passi dolomitici: tra quelli attraversati di recente ci sono il Giau, il Falzarego e il Pordoi.
Dove vederle passare
Il modo più semplice è restare a Cortina, dove la gara parte e arriva: alla partenza e all'arrivo le auto si vedono da vicino e con calma, insieme agli equipaggi. Chi preferisce l'atmosfera della montagna può scegliere un punto lungo uno dei passi del percorso, arrivando con largo anticipo e parcheggiando solo negli spazi consentiti, mai a bordo strada sui tornanti. Portate qualcosa da bere e un cappello: a luglio, a duemila metri, il sole picchia più di quanto sembri. E se nei giorni della gara dovete passare in auto da un valico, mettete in conto un po' di traffico in più.
Dal nostro appartamento il centro è a 5 minuti a piedi, e l'auto può restare nel posto coperto privato mentre voi andate a vedere partenze e arrivi a piedi.
Una base a Cortina per seguire le auto storiche
Cortina Beautiful Apartment è a 5 minuti a piedi dal centro di Cortina, base comoda per seguire la Coppa d'Oro, con posto auto coperto privato e parcheggio condominiale. Fino a 5 ospiti, tripla esposizione con vista sulle Tofane.